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EDITORIALE di Marco Fabbri – Presidente Federazione Ordini Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Lombardia Parlare di sanatoria è sempre brutto e nel nostro Paese, troppo avvezzo a questa prassi, lo è ancora di più. Perciò anche se nel parlare comune si dovesse usare questo termine dovremmo intenderlo per quello che, più realisticamente, esso rappresenta e cui si riferisce: la regolarizzazione della posizione contributiva ai fini previdenziali da parte dei colleghi che non hanno ritenuto di ottemperare nei termini previsti dagli obblighi stabiliti dalla legge, nonché dallo Statuto e dal Regolamento dell’Ente di previdenza e di assistenza pluricategoriale, o che lo hanno fatto in modo lacunoso e parziale. È inutile nascondere che le posizioni irregolari tra coloro che sono iscritti all’Epap e tra coloro che non sono iscritti, ma che dovrebbero esserlo, sono numerose. Ciò non solo tra i colleghi dottori agronomi e dottori forestali, poiché la questione vale anche per tutti gli altri: attuari, chimici e geologi. Né si può nascondere che vi siano state oggettive difficoltà di “comprensione” da parte degli interessati, nonché “incomunicabilità” con l’Ente. Tutto ciò, però, è storia comune agli enti che sono stati istituiti a seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103. Cosicché tutti gli enti, una volta avviata la gestione amministrativa, hanno dovuto riservare un trattamento straordinario e meno penalizzante a favore di quelli che, non importa per quali motivi, non avevano ottemperato agli obblighi di iscrizione e/o contributivi. Finalmente è scattata l’ora anche per l’Epap che, nel giro di pochi giorni, stabilirà le modalità attuative per poter usufruire dei benefici della regolarizzazione volontaria; quanto prima ne darà avviso a tutti gli iscritti all’Ente, nonché agli iscritti agli Ordini che al tempo della prima indagine conoscitiva non avevano risposto. Ricorderete l’invio del modello 1 a titolo di questionario destinato a discriminare tra coloro che avevano titolo – ed obbligo – ad iscriversi e coloro che non lo avevano: molti colleghi non hanno mai risposto; altri hanno risposto dichiarandosi soggetti ad iscrizione ma, poi, non hanno mai pagato, ecc. Anche gli Ordini professionali verranno avvisati affinché tutti i colleghi – come Voi che leggete queste righe – siano messi al corrente di questa opportunità che, evidentemente, sarà … la prima e l’ultima. << Indietro |