![]() |
EDITORIALE di Carlo Bidone – Presidente Ordine Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Alessandria I dottori agronomi e i dottori forestali sono sconosciuti agli sportelli degli enti pubblici e alla grande massa della popolazione? È una domanda che molti di noi si pongono e per la quale resta una radicata convinzione che la risposta sia affermativa: durante le assemblee si richiama spesso la necessità di aumentare la visibilità della nostra figura professionale. Nel nostro ordinamento abbiamo un bagaglio di competenze da fare invidia a qualunque altra categoria professionale ma, quando si tratta di applicarle, ci sentiamo spesso usurpati e dimenticati, talvolta frustrati. Certo, da parte del nostro Ordine, sarebbe più facile difendere un ambito limitato di attività, ma, con l’aiuto di tutti, dobbiamo farcela anche in uno spazio molto ampio. Con le nostre competenze possiamo partecipare a pieno titolo alle diverse commissioni istituite dagli enti pubblici: le commissioni edilizie comunali, le commissioni regionali e provinciali sui beni paesistici e ambientali, le commissioni agricole, l’amministrazione dei parchi, le commissioni per i valori di esproprio, per i prezzi dei prodotti agricoli e alimentari, per le variazioni catastali, per i progetti delle cave, per il recupero delle razze animali in via d’estinzione, per i canoni d’affitto dei fondi rustici … l’elenco potrebbe essere ancora lungo ma occorre ancora aggiungere le attività in campo sociale come la partecipazione alle associazioni culturali. Gli enti e le associazioni, se adeguatamente informati della nostra disponibilità a collaborare, sono spesso disponibili ad accoglierci nelle loro strutture, ma ci viene chiesto un grande impegno non remunerato. Se la nostra professione è anche la nostra missione, siamo consapevoli che dobbiamo mettere a disposizione le nostre capacità e una parte del nostro tempo per il servizio di enti ed associazioni che attengano alle nostre attività professionali: per coloro i quali forniscono il proprio impegno ci sarà un arricchimento personale, per la categoria nel suo complesso ci sarà un aumento della considerazione da parte dell’opinione pubblica; e non è questione di essere pochi o tanti, è questione di essere bravi e attenti. L’impegno pubblico deve poi essere sostenuto al nostro interno dall’impegno alla crescita culturale e professionale, motivo per cui il nostro Consiglio Nazionale ha promosso, tra l’altro, la fondazione di CONAFORM: occorre ricordare che non basta essere nominati nelle commissioni, bisogna anche essere preparati ad affrontare i compiti; quante volte emerge tra i colleghi la necessità di approfondire argomenti di vasta ricaduta socioeconomica come la pianificazione territoriale, la progettazione paesistica, la qualità ambientale, lo sviluppo sostenibile, la qualità alimentare? Non possiamo permetterci di avere le competenze di legge e di non avere la preparazione necessaria per soddisfarle; è evidente che, in caso di nostra indisponibilità o incapacità a ricoprire alcuni ruoli, intervengano altre figure ad appropriarsi delle nostre competenze. Per parafrasare il motto del grande Catone il Censore: “piantare, non pensare”, potremmo concludere col motto: “impegno, non lamentela”. << Indietro |