Editoriale numero: 24 del "Settembre/2004"

di Guido Vitali, Presidente di Federagronomi Federforestali, Roma

È in piena attuazione la “riforma di medio termine” della Politica agricola comunitaria. Per effetto dei regolamenti comunitari 1782/2003, 795/2004 e dei decreti Mipaf applicativi cambiano radicalmente regole e criteri di trasferimento degli aiuti europei alle imprese agricole.
Anche se Mipaf e regioni non hanno ancora concluso nel dettaglio la definizione del nuovo quadro normativo, in questi giorni prende avvio la “ricognizione preventiva delle posizioni aziendali” che è il primo adempimento nel passaggio al nuovo sistema di pagamento.
La ricognizione viene condotta da Agea attraverso i centri di assistenza agricola per poi determinare, in base agli aiuti percepiti nel triennio di riferimento (2000-2002), la misura del pagamento unico a cui ciascun produttore avrà diritto dal 2005 in poi. I risultati della ricognizione, alla luce anche degli atti che il produttore avrà concluso nel periodo di transizione (compravendite, divisioni, successioni, ecc.) peseranno per molti anni sui bilanci aziendali: il diritto al pagamento unico sarà infatti un bene patrimoniale a tutti gli effetti che potrà essere commercializzato o gestito proprio come oggi avviene per le quote latte.
Coloro che in questo particolare momento fanno consulenza hanno perciò grande responsabilità: la conclusione di un atto senza la perfetta conoscenza delle regole potrebbe assoggettare l’assistito a criteri meno favorevoli per il calcolo del diritto od anche causargliene la perdita. Non solo, il diritto è legato (o comunque collegabile) alla terra, perciò influenzerà i valori fondiari e i canoni d’affitto, ma è legato anche all’effettiva conduzione del fondo e alla figura del conduttore, perciò influenzerà i rapporti di questo con la proprietà.
Vi è soprattutto la programmazione aziendale: le aziende devono in molti casi poter individuare oggi, a seconda dei diritti permanenti di cui stanno per entrare in possesso, l’ordinamento produttivo che risulterà loro più conveniente nei prossimi anni e poter calcolare la convenienza ad attuare scelte o cambiamenti importanti.
Come si vede la materia su cui il professionista deve tenersi aggiornato è vasta e stimolante e la collettività esprime una crescente richiesta di consulenti capaci.
Concetti o nozioni oggi nuovi sono destinati a divenire il pane quotidiano dei tecnici di domani perciò, dato che la materia è nostra da sempre, dato che il campo è ancora relativamente inesplorato, chi meglio e prima si aggiornerà sarà senz’altro, con merito, favorito.




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