Editoriale numero: 25 del "Settembre/2005"

di Marco Fabbri, Presidente della Federazione regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia

Lo scorso 30 settembre è scaduto il termine per l’elezione del nuovo Consiglio nazionale, sciolto e commissariato con DM 4 giugno 2004. Ossia, tutti i consigli degli Ordini dovrebbero avere terminato le operazioni di designazione dei propri candidati.
Il 2 ottobre è scaduto il termine assegnato al commissario per “provvedere entro centoventi giorni [...] alla convocazione dell’assemblea per l’elezione del Consiglio”. Ma, prontamente, il Ministero, sempre a firma dello stesso Sottosegretario di Stato – molto attivo in questo periodo sul fronte delle professioni – ha prorogato il commissariamento ritenendo di “condividere l’opportunità della proroga richiesta in considerazione del breve periodo di tempo intercorrente tra il termine fissato per le elezioni del Consiglio nazionale, che verrà a scadere il 30.9.2004, e la scadenza del mandato” come da richiesta del Commissario del 29 settembre (si veda il DM 30 settembre 2004). È consolante la sollecitudine e l’efficienza con cui l’uno da seguito al suggerimento dell’altro.
Tuttavia, saremmo più rassicurati se fosse stata convocata la Commissione elettorale presso il Ministero. Non ci risulta lo sia. È vero che qualche raccomandata dovrà giungere ancora nei prossimi giorni, ma una convocazione avrebbe dovuto già raggiungere i membri della Commissione elettorale – costituita da colleghi dell’Ordine di Roma -– per l’inizio dello spoglio entro un termine ragionevolmente ravvicinato rispetto al termine delle operazioni di voto, diciamo per il 15-20 ottobre.
Non è una data a caso, visto che il 13 ottobre vi sarà la pronuncia del Tar Lazio circa il ricorso presentato da alcuni dei membri del disciolto Consiglio. E certamente non si vorranno ufficializzare i risultati della consultazione elettorale prima che non sia stata rigettata – o meno – l’ipotesi di illegittimità dell’atto ministeriale di scioglimento del Consiglio.
D’altra parte, fermo restando che per procedere alla proclamazione degli eletti spetta alla Commissione elettorale aprire le raccomandate che i consigli hanno spedito presso il Ministero, i risultati sono noti visto che gli Ordini hanno inviato le schede elettorali via telefax al termine delle rispettive sedute dei consigli.
Resta comunque una preoccupazione di fondo: in periodi di grande cambiamento -– si stanno definendo, oltre alla revisione del Dpr 328/01, il regolamento elettorale, per non parlare della riforma delle professioni -– l’assenza di un gruppo dirigente capace di interloquire con le Istituzioni -– e con le altre categorie professionali -– è pericolosissima.
Ci auguriamo che tutto giunga a rapida soluzione nei modi più corretti e conformi ai principi di reciproco rispetto dei ruoli istituzionali di ciascuno.



<< Indietro