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di Giuseppe Pulina, Dottore Agronomo, Ordinario di Zootecnica Speciale all’Università di Sassari Lo scorso mese di luglio il Ministro Moratti ha licenziato il decreto di riforma dell’autonomia didattica degli Atenei. Il provvedimento sarà varato non appena il tavolo tecnico istituito presso il sottosegretario Siliquini avrà definito l’assetto delle classi dei corsi di Laurea e di Laurea Magistrale (nuove denominazione della laurea specialistica). Le novità del dispositivo sono molte e tali da incidere in profondità sull’altra riforma in atto, quella degli accessi alla professione e della struttura degli ordini (DPR 328). Eccone un breve elenco: a) liberalizzazione degli accessi alla LM, non più vincolati ad uno specifico percorso formativo di primo livello; b) obbligatorietà all’interno della stessa classe di una annualità comune (60 CFU); c) definizione di percorsi formativi a contenuto tecnico oppure a contenuto scientifico; d) eliminazione del gruppo delle discipline affini e integrative dagli schemi di classe. La sen. Siliquini ha fortemente voluto che il tavolo tecnico vedesse rappresentate sia le componenti accademiche, sia quelle delle professioni. In linea generale, la composizione delle 6 aree in cui é articolato il tavolo (n. 1 Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali; n. 2 Scienze della Salute; n. 3 Scienze della Vita; n. 4 Tecnica; n. 5 Umanistica; n. 6 Scienze Sociali e Gestionali) prevede la partecipazione dei presidenti della conferenze dei presidi delle facoltà interessate, dei rappresentati delle aree scientifiche del CUN e dei presidenti degli ordini e collegi interessati.
La nostra partecipazione é prevista per le aree n. 3, n. 4 e n. 6. Il commissario straordinario del Conaf ha indicato se stesso quale componente ai tavoli. A parte la competenza del commissario in materia di riforma universitaria, tutta da dimostrare, tale nomina avviene in spregio della Conferenza permanente dei presidenti degli Ordini sede di facoltà, consesso che ci risulta non sia stato abolito. Se non andiamo errando, compito del commissario doveva essere quello di avvalersi delle competenze disponibili, soprattutto di quelle istituzionalmente disponibili. Volevamo una dimostrazione pratica della nocività di affidare il Conaf ad uno “straniero”, per di più (auto)pagatosi profumatamente con i nostri soldi? Per fortuna siamo corsi ai ripari e la sen. Siliquini ci ha assicurato la presenza ai lavori! Il compito che ci aspetta, da concludersi entro la metà di dicembre, é quello di rendere coerenti i percorsi formativi e le relative discipline impartite nelle varie classi di L e LM, ai criteri di accesso e di delimitazione professionale a sua volta proposti al MIUR per la riforma del 328. In sostanza, la nostra proposta si articolerà nel rafforzamento delle discipline in grado di sostenere sia gli indirizzi, che i settori che abbiamo individuati per la revisione degli accessi alla professione e nel migliorare la finalizzazione di alcuni obiettivi formativi specificatamente orientati all’acquisizione delle conoscenze necessarie per l’esercizio delle nostre competenze professionali. << Indietro |