Editoriale numero: 30 del "Febbraio/2005"

di Luigi Degano, Consigliere dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano.

L’evoluzione in materia di aiuti alla produzione agricola ha suggerito l’organizzazione della 4ª Giornata di Studi dal titolo: “Nuova condizionalità per l’agricoltura europea. Dalla tracciabilità degli alimenti alla promozione del territorio, un nuovo patto tra cittadini” che si terrà a Milano (si veda il programma a pag. 6).
L’occasione consentirà l’esame dei fondamenti che regolano il nuovo regime di aiuti comunitari.
Il Regolamento Ce 1782/2003 introduce aiuti e pagamenti unici per le imprese agricole sulla base delle erogazioni fornite nel triennio di riferimento 2000/2002. Il nuovo regime non è più legato alla reale produzione conseguita ma alla superficie aziendale destinata all’attività agricola, per la quale deve essere garantito il mantenimento delle buone condizioni agronomiche e ambientali, il rispetto di alcuni criteri di “condizionalità” in materia di sanità pubblica, coltivazione delle piante, benessere degli animali, rispetto per l’ambiente. Le condizioni per poter erogare anno per anno gli aiuti comunitari alle aziende agricole sono dettate dalla Commissione europea e recepite da normativa nazionale e regionale ed ogni agricoltore dovrà adeguare le condizioni della propria produzione ai nuovi vincoli per poter continuare ad accedere agli aiuti. La regione Lombardia ha appena licenziato l’elenco dei criteri di gestione obbligatori e delle norme per il mantenimento delle buone condizioni agricole e ambientali che le aziende beneficiarie di aiuti diretti dovranno rispettare per percepire integralmente gli aiuti. Ove siano accertate delle violazioni degli impegni relativi alla condizionalità, gli organismi pagatori sono responsabili dell’applicazione delle riduzioni ed esclusioni secondo le modalità di cui al Regolamento Ce 796/2004.
Ma anche altri argomenti sono di attualità in questo periodo.
È entrato in vigore il 1° gennaio 2005 il Regolamento Ce 178/2002 che, attuando la rintracciabilità di filiera, garantisce ai consumatori il controllo relativo alla provenienza, alla produzione e alla distribuzione del prodotto tramite lo sforzo coordinato di più organizzazioni che hanno come obiettivo comune la salvaguardia dell’integrità del prodotto. È la capacità, quindi, di ricostruire la storia e di seguire l’utilizzo di un prodotto mediante identificazioni documentate relative ai flussi materiali e agli operatori di filiera. La base della certificazione della rintracciabilità di filiera è il concetto di garanzia ed è una risposta alle esigenze del consumatore in termini di trasparenza e di assunzione di responsabilità. Con l’introduzione dell’obbligo di rintracciabilità la relazione tra produttore e consumatore non è più generica e anonima, ma personale, esplicita e nota e ciò costituisce un riferimento importante per l’instaurarsi di un livello di fiducia che consenta di acquistare e consumare in tutta sicurezza.
Al crocevia tra le esigenze dettate dal quadro di riferimento europeo e le modalità di interpretazione a livello aziendale, i dottori agronomi e i dottori forestali sono impegnati da protagonisti in questo nuovo scenario. Si tratta di lavorare per uno sviluppo economico del settore agricolo compatibile con la promozione del territorio e dei suoi prodotti. In questo tuttavia non siamo soli, ma dobbiamo confrontarci con il mondo agricolo, le istituzioni politico-amministrative regionali e nazionali e il mondo dell’Università che forma i professionisti del domani e aggiorna quelli dell’oggi.
La Giornata di Studi rappresenta un’importante occasione per dialogarne con i principali attori. .



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