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Guido Vitali, Presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Bergamo La nostra quarta Giornata di Studi è andata molto bene. Abbiamo ben figurato per la scelta dell’argomento e per la tempestività del dibattito, abbiamo riscosso l’attenzione e l’interesse delle istituzioni, delle organizzazioni agricole, dell’università; tuttavia deve essere chiaro a tutti noi che il nostro percorso è soltanto all’inizio. Non va dimenticato che l’argomento è di scottante attualità perché il momento storico viene percepito, da chi produce, come un momento di grave crisi. Continuano a ripeterlo, ed il 12 marzo ce l’hanno ancora ripetuto, i vertici delle organizzazioni agricole, e noi, come tecnici, ne siamo pienamente coscienti. L’Unione ha riformato la Politica Agricola Comunitaria essenzialmente perché la spesa agricola europea non era più sostenibile, né per i criteri di spesa, né per la dimensione. E così dobbiamo ricordarci che la riforma ha introdotto non soltanto il disaccoppiamento e la condizionalità, cioè le modifiche alle modalità della spesa, ma ha introdotto anche la degressività e la modulazione, ossia i meccanismi attraverso cui l’ammontare degli aiuti, progressivamente ed in modo selettivo, viene diminuito. In questo quadro di complessiva riduzione delle risorse l’accresciuta importanza, a cui stiamo assistendo, del ruolo dei tecnici, assume un significato molto preciso. L’articolo 13 del regolamento CE n. 1782 del 2003 stabilisce che gli stati membri devono istituire, entro il primo gennaio 2007, un sistema di consulenza aziendale che assista gli agricoltori come minimo sui criteri di gestione obbligatori e sulle buone condizioni agronomiche ed ambientali, cioè proprio sui criteri della condizionalità. Ecco il nostro percorso. La necessità del sistema di consulenza, dal momento che l’Italia ha deciso di applicare la riforma in modo particolarmente deciso, è balzata prepotentemente all’attenzione delle regioni e del ministero. Vedono tutti che la consulenza, ora che le regole della condizionalità accentuano i disagi e i timori del mondo produttivo, serve oggi più che il primo gennaio 2007. Per gli agricoltori la finalità è molto contingente e concreta: portare in azienda gli aiuti europei senza penalizzazioni. Per le istituzioni la finalità è altrettanto contingente e concreta: se vorranno consentire l’erogazione degli aiuti, esse dovranno obbligatoriamente eseguire i controlli sul rispetto, da parte degli agricoltori, delle norme della condizionalità. In questo modo, però, causa la molta confusione ancora esistente e l’alto numero di aziende ancora in corso di adeguamento, rischieranno di dover applicare con frequenza provvedimenti punitivi, e rischieranno in ogni caso di esasperare i produttori, di deprimere la vitalità delle imprese e di provocare una generalizzata perdita di consenso. La nostra posizione, pur con la doverosa difesa del ruolo, deve essere di collaborazione totale. Giocheremo il nostro ruolo di tecnici, infatti, sia come consulenti, a fianco delle aziende, sia come controllori, dentro od a fianco delle istituzioni: lavoreremo insieme a tutti gli interlocutori per far sì che la consulenza aziendale raggiunga i suoi scopi. E lo faremo formandoci ed aggiornandoci, contribuendo alla preparazione dei nostri giovani colleghi, aggiornando le regole della nostra etica, definendo protocolli tecnici condivisi con le istituzioni e con le organizzazioni agricole, ragionando, insieme alle controparti, su prezzi e tariffe. I risultati del nostro impegno saranno sotto gli occhi di tutti: appuntamento al 2007. << Indietro |