Editoriale numero: 33 del "Maggio/2005"

Marco Fabbri, Presidente federazione regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia

Dopo la delusione per un incontro nazionale dei presidenti degli Ordini convocato per oggi – con un ritardo di almeno due mesi –, e poi annullato pochi giorni fa senza spiegazioni esaurienti, non resta che prendere atto con soddisfazione che in Lombardia abbiamo un sufficiente spirito di iniziativa per non smettere di occuparci dei problemi dei nostri Ordini.
In questi mesi abbiamo sperimentato che il “buco nero” determinato dal nuovo assetto del Consiglio nazionale non ha avuto la forza gravitazionale per risucchiare nel nulla le nostre attività.
Certamente, non essendoci più iniziative di livello nazionale, il nostro impegno – che primeggiava tra quello delle Federazioni più attive – appare fortemente sminuito. Tuttavia, nel nostro ambito regionale, gli Ordini e la Federazione non hanno mai smesso di svolgere i propri compiti, ben al di là dei doveri minimi istituzionali.
La rilettura dell’attività di questi anni, in particolare dell’ultimo, proposta in occasione della riunione dell’Assemblea della Federazione – si vedano le pagine seguenti – restituisce un’immagine di grande impegno istituzionale.
La partecipazione dei colleghi all’elaborazione e alla produzione culturale riguardante la nostra professione nonchè alla rappresentazione esterna del nostro essere professionisti fa gara con l’attività dei Consigli degli ordini.
Forse, a causa della lunghezza del mandato che si proroga di anno in anno ben oltre la naturale scadenza triennale, ma soprattutto perché si è scelto di coinvolgere tutti i colleghi volenterosi di mettere a disposizione la propria esperienza professionale, oggi le istituzioni ordinistiche lombarde sono ormai fortemente ampliate e coinvolgono numerosi colleghi.
Segno di una grande maturità che deriva da una reale conquista di spazi professionali capaci di dare sicurezza e da una consapevolezza che la partecipazione e la circolazione delle idee e delle esperienze è la chiave del successo professionale nella società dell’informazione.
In futuro questa partecipazione si profila ancora più ampia e profonda. Solo per richiamare i temi più attuali, dobbiamo affrontare la nuova legge sul governo del territorio, quella sulla pianificazione forestale, vi sarà quella sui parchi naturali regionali, vi è il campo delle sistemazioni idraulico forestali, per non parlare dei settori più tradizionali come il verde urbano o la consulenza d’impresa ora che la nuova politica agricola ha sganciato gli aiuti dagli automatismi del mercato.
In questi campi c’è spazio e necessità di formare nuove capacità e di rivendicare nuovi ruoli. Si tratta di un lavoro potenzialmente enorme che non potrà ricadere solo sui consigli degli Ordini o su quello della Federazione, perché le capacità e le esperienze sono diffuse tra i migliaia di colleghi che operano in Lombardia.
Come stiamo facendo ormai da qualche anno occorrerà continuare a metterle in comune.



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