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di Marco Fabbri, Presidente Federazione degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia. Si è recentemente tenuto a Mantova un interessante convegno su “Governo del territorio, infrastrutture lineari ed espropri per pubblica utilità” promosso dalla Fondazione Università di Mantova e dall’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Mantova, coordinato dal collega Maurizio Castelli. Tra le relazioni da segnalare vi sono quella di Giulio Deantoni, Consigliere della Corte d’Appello di Brescia, che ha discusso delle implicazioni del Testo Unico sulle espropriazioni di pubblico interesse – discussione utile anche, e soprattutto, ai tecnici –, e quella del collega Giovanni Masotto, vicepresidente dell’Ordine di Mantova. Nel trattare casi concreti di stima quest’ultimo ha posto l’accento sul ruolo del tecnico e ha dato lo spunto al presidente della Federazione per incentrare il proprio intervento di saluto sul tema del comportamento etico dei professionisti. Se l’etica “è un sistema normativo che regola i rapporti tra gli individui e i valori che ciascuno deve realizzare nel suo comportamento facendo appello al sentimento di responsabilità nei confronti di qualcosa che va al di là dell’individuale”, allora la riflessione è duplice. Gli Ordini sono i soggetti che più di altri sono idonei e titolati ad elaborare una “cultura” comportamentale ispirata a principi etici, proprio perché di questi principi ne sono i depositari e i tutori. Nel comportamento quotidiano il professionista deve trascendere da considerazioni personalistiche e operare contemperando l’interesse del cliente con quello della collettività che gli riconosce un ruolo di pubblico servizio. Quest’ultimo aspetto è il più delicato: posto in secondo piano il tornaconto personale, l’equilibrio tra gli interessi puntuali del committente e quelli diffusi dalla collettività è instabile; oltre a capacità tecniche, richiede doti “diplomatiche” e coraggio nel prendere le distanze da aspettative infondate provenienti dai propri interlocutori. Questi vorrebbero talvolta far dire al tecnico “tutto e il contrario di tutto”, ma il professionista deve innanzitutto mantenere un comportamento intellettuale dignitoso, ossia – in questo caso – etico. Si tratta di uno dei requisiti della capacità professionale – in senso lato – e della qualità – in senso stretto –; anche questo merita un riconoscimento ..., anche economico. << Indietro |