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di Marco Fabbri, Presidente Federazione degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia. Trascorso il mese di ottobre, per gli Ordini tutto improntato al duplice e ravvicinato appuntamento elettorale – per il rinnovo dei consigli degli Ordini e degli organi dell’Ente di previdenza –, sta riprendendo l’attività dei consigli e degli altri organismi istituiti dalla Federazione regionale. I Consigli, forti della legittimazione che deriva loro dall’esito delle elezioni, si sono molto arricchiti: tutti hanno due consiglieri in più (Varese ne ha quattro in più) e ciò aumenta il ventaglio di opinioni diverse, utili per affrontare in modo differenziato la moltitudine dei temi di nostro interesse professionale. Al tempo stesso sono molte di più le risorse umane (da 56, i consiglieri lombardi diventano 74) sulle quali fondare il materiale svolgimento dell’attività degli Ordini. Attività che trova per molti argomenti conferma e sbocco qualificante nel lavoro svolto e nei traguardi raggiunti dalla Federazione. Ne abbiamo molto bisogno; le questioni da affrontare sono tante, complesse e inserite in contesti delicati: di competizione interprofessionale, tra professioni diverse per gli stessi campi di attività, e di concorrenza extraprofessionale, quando la competizione si incardina in un potenziale conflitto tra professionisti e soggetti che professionisti non sono. Benché tutto ciò faccia parte della normale dialettica economica e sociale, cui sono chiamati in particolare i rappresentanti di gruppi di interesse, il carattere diffuso della nostra partecipazione fa sì tutti, nell’esercizio della professione, si sia chiamati a testimoniare le competenze e, possibilmente, le capacità del nostro agire. << Indietro |