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di Alessandro Carugati, Presidente Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Varese Tutelare il territorio rurale costituisce una difesa della nostra professione? Nell’area dove opero, tra le province di Varese, Como e Milano, sì! È ormai un’esigenza più culturale che economica, e questo è sintomo di un declino inarrestabile. L’agricoltura, come viene descritta nelle nostre Università, non esiste più! Vi invito a visitare i siti di due amministrazioni pubbliche preposte alla gestione territoriale: la Provincia di Como e il Comune di Bovisio Masciago (MI): si veda il riferimento a pag. 4. Il PTCP e il PGT hanno due aspetti in “comune” nelle mappe: la mancanza del territorio agricolo; questo non è più un lenzuolo bianco (la zona E nei vecchi Prg) è un vero fantasma. Infatti non viene nè individuato nè distinto. Ai colleghi vorrei segnalare una serie di eventi che da soli non allarmano ma assieme destano molta preoccupazione. Prima di tutto la concomitanza dell’istituzione dell’ICI e la diminuzione dei trasferimenti economici ai comuni con la conseguente “necessità” di incamerare maggiori oneri di urbanizzazione e aumentare la base contributiva ICI e cioè gli immobili urbani; che equivale a favorire lo sviluppo urbano, ossia l’edilizia. La legge urbanistica regionale (12/2005), proposta come innovatrice, moderna, ecc…, stranamente non lo è per gli aspetti che riguardano il territorio agricolo; infatti si ribadiscono, nella sostanza, i dettami urbanistici della vecchia legge sull’edificazione in territorio agricolo (la lr 93/1980). La lr 12/2005 introduce, invece, una vera novità: la delega alle Province per l’amministrazione del territorio agricolo. Gli effetti si incominciano a intravedere: i gruppi forti appartenenti al settore dell’edilizia – che molto spesso condizionano pesantemente le amministrazioni comunali – meglio riescono a far sentire la propria voce in Provincia con gli esiti sopra richiamati,… il territorio agricolo non esiste più. Anche la nuova legge forestale (lr 27/2004) che tutti abbiamo salutato con entusiasmo, perchè finalmente consente di pianificare il territorio forestale, in realtà presenta – a mio avviso – delle ombre nelle quali le lobby forti stanno già operando. Segnalo solo la novità che più preoccupa e cioè che un tempo il cambio di destinazione d’uso del bosco era consentito solo agli agricoltori (approssimazione grossolana), ora è esteso a qualsiasi privato – con un’onere di compensazione eguale per entrambi o meglio a svantaggio degli agricoltori, infatti, questi dovrebbero rimboschire una superficie da 2 a 5 volte – senza nessun riconoscimento del mancato reddito ritraibile dai seminativi “tolti alla produzione agricola” mentre i privati, che sicuramente edificano, monetizzano con una piccola maggiorazione. A questo punto sorgono spontanee due domande: siamo pronti a collaborare nelle commissioni di studio della Federazione al fine di difendere la nostra professione e ad impegnarci nel nostro aggiornamento professionale con lo stesso fine? Non è il caso che almeno i giovani colleghi delle province dove l’agricoltura è quasi scomparsa e i colleghi delle province dove l’agricoltura è ancora economicamente in grado di reagire all’invadenza speculativa urbana si orientino prendendo coscienza di quello che avviene nel loro territorio? La Federazione è impegnata da tempo su questo fronte, le occasioni non mancano (si veda la prossima Giornata di Studi) ora non resta che mettere in comune le nostre esperienze. Le pagine internet citate sono: http://www.provincia.como.it/turritorio_trasporti/pianificazione_ptcp.htm e http://www.comune.bovisiomasciago.mi.it/db/index.php?sez_argid=3&id_argomento=36 << Indietro |