![]() |
di Marco Fabbri, Presidente Federazione regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia Sulla circolare n. 4/2007 riportavamo la notizia di una deliberazione del Consiglio nazionale circa la esclusiva competenza dei dottori agronomi e dei dottori forestali in materia di stabilità degli alberi. Benché si tratti di una valutazione tardiva rispetto al fatto che alcuni nostri colleghi operano in questo campo da più di 10 anni, resta comunque una pronuncia utile a supportare ciò che questa Federazione aveva già affrontato con il seminario tenutosi presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano – 31 maggio 2006 –, allorché aveva passato in rassegna sia gli aspetti tecnici sia, soprattutto, le responsabilità professionali civili e penali delle attività professionali di valutazione di stabilità degli alberi. L’interesse per l’iniziativa, non circoscritto di soli dottori agronomi e dottori forestali, perché aveva sollecitato anche il mondo accademico, è stato forte, tanto da fare proseguire le riflessioni del Consiglio della Federazione che con il supporto della Commissione Verde urbano ha elaborato una strategia complessiva in materia. Si tratta di un percorso che parte dall’idea che la competenza di legge, ammesso anche che sia esclusiva – ma questo non è rilevante –, deve essere sufficientemente supportata da conoscenze e “abilità” pratiche. Tenuto conto dell’esperienza di altri paesi europei e degli Stati Uniti d’America, si è pensato a un vero e proprio percorso di “certificazione” che verifichi: - le conoscenze, eventualmente fornendo l’opportunità di frequentare un corso apposito; - la capacità di trasferire le conoscenze nell’operato professionale, prima con il supporto di un tutor professionale, poi in autonomia; - il mantenimento di queste abilità attraverso l’effettiva conduzione dell’attività professionale in materia. Non è però sufficiente che questo percorso sia messo in atto dall’Ordine; occorre che sia reso riconoscibile – questo è compito dell’Ordine – e riconosciuto da coloro che potenzialmente interagiscono con i professionisti. Abbiamo individuato una serie di gruppi: i costruttori e i manutentori del verde, i produttori di materiali vegetali, i tecnici direttori dei pubblici giardini, i proprietari di immobili con parchi e giardini, i proprietari di dimore storiche, gli enti pubblici territoriali, il mondo scientifico-specialistico, il mondo accademico. Quasi tutti i rappresentanti di questi soggetti hanno risposto a un recente invito: all’incontro – 21 giugno scorso – hanno condiviso il progetto, confermando un interesse che per noi rappresenta un biglietto da visita non di poco conto, che ci autorizza a ritenere fattibile il percorso di certificazione delle abilitazioni professionali in materia di valutazione della biologia degli alberi, naturalmente a latere dell’iscrizione all’Albo che ne costituisce il requisito di base indispensabile. Si tratta anche di un’occasione per dimostrare la possibilità di instaurare dialoghi con soggetti molto diversi tra loro, purché accomunati da interessi comuni, di progettare percorsi condivisi e di realizzare una maggiore riconoscibilità verso gli ambienti che ci circondano, riconoscibilità che non sarà solo per i dottori agronomi e i dottori forestali ma per tutti quelli che, insieme a noi, condividono idee comuni. << Indietro |