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EDITORIALE di Guido Vitali– Presidente Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Bergamo La nostra categoria vive oggi un momento felice di sempre maggiore visibilità e di sempre maggiore importanza. Gli apprezzamenti che ci giungono da più parti (sia dagli amici che dai tradizionali avversari) nascono, tra l’altro, dalla vicenda dei Centri autorizzati di assistenza agricola (Caa): vicenda che oggi è di piena attualità a livello nazionale e che ci vede protagonisti emergenti. Il Decreto legislativo 165/1999, modificato con il DLgs 188/2000, ha istituito i centri di assistenza in forma di società di capitale; queste società possono essere costituite soltanto da determinati soggetti tra i quali rientrano anche le associazioni dei professionisti. È stato infatti ridisegnato il sistema di erogazione degli aiuti pubblici al settore agricolo, e ai Caa è delegato il ruolo di interfaccia responsabile tra gli imprenditori e gli Organismi pagatori. Con questo decreto la novità, per noi di portata storica, è che per la prima volta siamo stati riconosciuti come interlocutori, al pari delle organizzazioni imprenditoriali agricole. La Regione Lombardia, che ha voluto “bruciare i tempi”, è stata la prima in Italia ad attivarsi come Organismo pagatore; i Caa che operano in Lombardia sono perciò i primi anche in ambito nazionale; tre di questi sono stati costituiti – per operare soltanto a livello regionale - dalle maggiori organizzazioni agricole (che altrimenti non avrebbero più potuto prestare questo genere di servizi in Lombardia), mentre il nostro, Servizi integrati sistemi agroalimentari (SISA) s.r.l., che ha sede a Bergamo, è stato costituito da colleghi di tutta Italia, insieme ad Unima (Unione nazionale imprese di meccanizzazione agricola), per operare in ambito nazionale. La Lombardia ha chiesto ai neonati Caa di attivarsi già dal 3 giugno sulle domande di premio alla macellazione, e da tale data, in Lombardia, gli allevatori possono presentare le domande per questi aiuti soltanto attraverso i Caa. Verrà così premiata la preveggenza di quei colleghi che, un anno fa e con proprie risorse, avevano dato vita, con il sostegno della Federazione degli Ordini lombardi, al progetto Caa: questi colleghi, in Lombardia, si sono presentati al primo appuntamento con le carte in regola e dal 3 giugno i loro studi professionali hanno, a tutti gli effetti, la stessa rilevanza (e godono degli stessi contributi) dei centri servizi delle Organizzazioni agricole. Lo stesso potrà valere, naturalmente, per tutti i colleghi che d’ora in poi decideranno di occuparsene. Anche nelle altre regioni l’appuntamento è imminente, dato che i colleghi di SISA diverranno operativi a breve, dapprima in convenzione con AGEA, poi anche con gli Organismi pagatori regionali man mano che verranno costituiti. La prospettiva è che la campagna 2003 ci trovi già operativi a tutto campo in almeno un centinaio di uffici. Ma non è tutto: altri colleghi hanno seguito l’esempio di SISA e stanno lavorando ad altri Caa “fratelli” in altre regioni, i quali entreranno in funzione nel 2003. Possiamo a buon diritto sostenere che il 2002 è l’anno in cui la nostra categoria, finalmente ed in modo ufficiale, ha fatto il proprio ingresso nel mondo dei servizi alle imprese. << Indietro |